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Meglio uomini o computer nel cogliere micro espressioni?

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L’arte di percepire ed interpretare le micro espressioni è una qualità che non tutte le persone hanno. Sono i piccoli tic facciali che rivelano quello che stiamo provando quando invece stiamo cercando di non darlo a vedere. Comprendere queste micro espressioni potrebbe consentire di guardare più in profondità i volti delle persone e sapere che cosa sta realmente accadendo dentro di loro.

Ma anche le persone che sono in grado di percepire ed interpretare le micro espressioni non sono sempre così precise.

Già nel 2012 un gruppo di  ricercatori finlandesi affermò di aver adottato un sistema che utilizzava un computer per rilevare questi tic. Scrissero che i computer sono particolarmente interessanti in questo campo dal momento che gli esseri umani riescono ad essere precisi solo nel 47 per cento dai casi mentre i computer ottengono risultati migliori.

In un documento presentato alla arXiv, un team di ricercatori (anche finlandesi) coordinato da Xiaobai Li ha condiviso un nuovo algoritmo di visione artificiale sostenendo che è migliore delle persone nel leggere i volti umani. Per provarlo, in primo luogo hanno avuto bisogno di creare un database di micro espressioni indotte. Per farlo hanno chiesto a 20 partecipanti allo studio di guardare dei video destinati a suscitare una risposta emotiva. Se i partecipanti avessero avuto cognizione di avere una risposta, avrebbero dovuto compilare un lungo questionario dove spiegare l’emozione suscitata (come brillante deterrente). I ricercatori sono così stati in grado di raccogliere 164 micro espressioni utilizzando una telecamera ad alta velocità.

Quindi è stato creato un algoritmo necessario a riconoscere ed interpretare queste espressioni. L’algoritmo è in grado di “amplificare” questi tic isolando le parti del viso che si muovono collegandoli quindi all’emozione legata a quei movimenti particolari.

Ma il vero test è stato comparare l’algoritmo con persone in grado di riconoscere i tic. Li e il suo team hanno fatto guardare video di micro espressioni a partecipanti istruiti a identificare quali emozioni erano collegate con una precisa espressione. Gli esseri umani ci hanno preso nel 72 per cento dei casi mentre una accuratezza del dell’82 per cento era data dal computer. In aggiunta è stato fatto vedere un video più lung permettendo agli esseri umani di fare i replay in quanto avevano sostenuto che il compito fosse troppo difficile. Anche con tale vantaggio, gli esseri umani hanno ottenuto una precisione di circa il 50 per cento, sovrapponibile ad un 42 percento ottenuto dal computer.

Alla luce di tutto questo, è ipotizzabile un futuro uso dei computer per valutare cosa provano veramente le persone, con buona pace del dottor Cal Lightman (il grandissimo Tim Roth) della fortunata serie Lie To Me.

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