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È giunta al termine la missione iniziata nel 2004 della sonda Rosetta, inviata nello spazio per studiare la composizione della cometa 67/P e aggiungere delle informazioni importanti alla ricerca scientifica sul modo in cui nascono le comete.

Come da programma, dopo varie peripezie che hanno accompagnato la sonda, è avvenuto lo schianto sulla cometa.

Ovviamente è stato tutto programmato e gli scienziati possono considerate concluso un percorso che li ha tenuti impegnati per più di 10 anni.

Insieme alla sonda, sulla cometa c’è anche il lander Philae che è stato un aiutante valido per lo studio delle comete. Ora assieme sono parte del nostro sistema solare.

L’atterraggio è avvenuto lo scorso 30 settembre,  alle nostre 13:23 e la manovra è stata controllata da Terra. Dopo il grande lavoro, ora la sonda può riposare insieme alla cometa che ha studiato e al lander che ha inviato negli anni immagini ed informazioni.

Ora la sonda Rosetta fa parte del Sistema Solare

Rosetta sarebbe dovuta partire nel 2003, ma a causa di problemi relativi al lanciatore progettato dall’Agenzia spaziale europea proprio per questo uso, il lancio fu posticipato di un anno. La sonda,  appartenente quindi  all’ Esa, è partita 2 marzo 2004 e non senza problemi.

Ha incontrato nel suo percorso 2 flyby di due asteroidi, avuto problemi per la gravitazione intorno a Marte, ha dovuto affrontare un periodo lungo di ibernazione e alla fine è riuscita a rilasciare il lander per studiare la cometa.

Il periodo di ibernazione, iniziato nel 2011, è finito nel 2015 e dopo l’atterraggio un po’ problematico di Philae sulla cometa, da Terra si è riusciti a studiare il corpo celeste.

La missione si è conclusa e anche le peripezie di Rosetta per raggiungere la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko sono state di grande aiuto agli scienziati dell’Esa per studiare tutte le condizioni relative all’ambiente spaziale.

Onore anche agli italiani. Su quella sonda lo spettrometro Virtis e il lettore di infrarossi Giada, prodotti di manifattura italiana.

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