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attacchi informatici

Si parla sovente di attacchi informatici senza però probabilmente rendersi conto e quantificare dei danni reali che provocano a chi li subisce. Una ricerca effettuata dall’Eurispes (l’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali) quantifica in 9 miliardi di euro il danno che le imprese italiane hanno subito nel solo 2016 da attacchi hacker.

Gli attacchi informatici in Italia

Con gli attacchi informatici subiti dalle imprese durante lo scorso anno l’Italia è entrata per la prima volta, record non invidiabile, nella classifica dei primi dieci Paesi con il maggior numero di attacchi subiti e il numero di vittime che essi hanno causato.

L’ultimo in ordine di tempo è il ransomware WannaCry che, oltre all’Italia, ha colpito altri 98 Paesi in tutto il mondo, con danni gravissimi a oltre 45 mila computer.

Gli attacchi informatici e la superficialità

Lo scorso marzo, sempre su queste pagine, riportavamo i risultati del report di Google Rapporto sullo stato di sicurezza del web nel quale, tra le altre cose, si denunciava un considerevole aumento degli attacchi hacker negli anni tra il 2015 e il 2016. Il nostro commento a quella notizia era stato: “La chiosa di questa analisi sembra essere spietata: da una parte gli hacker, che migliorano regolarmente i loro sistemi di attacco, dall’altra i gestori e proprietari di siti web che non hanno i mezzi, e forse nemmeno sentono l’esigenza, di opporsi e di sviluppare sistemi di protezione adeguati.

Quelle parole tornano prepotentemente attuali se si considera che buona parte del successo degli attacchi informatici dipende proprio dall’inadeguatezza dei sistemi di protezione. Tanto per rimanere nella più stretta attualità è sufficiente far notare come per evitare i danni del ransomware WannaCry sarebbe stato sufficiente tenere aggiornato il proprio sistema operativo Windows, cosa che, invece, non è accaduta.

Il problema principale della sicurezza informatica non riguarda tanto il pericolo della violazione della privacy del singolo utente (per quanto importante), ma la violazione dei sistemi gestionali e informatici delle organizzazione private e pubbliche (si pensi solamente a quelle sanitarie). I danni sono sempre ingenti così come i guadagni che chi muove le fila di questi fenomeni ottiene.

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