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notizie su Facebook

Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal già dalla fine dell’anno le notizie su Facebook avranno un costo: ovvero si utilizzerà un sistema di paywall simile a quello di alcune testate giornalistiche per il quale per leggere le news bisogna pagare il costo di un abbonamento.

Il costo delle notizie su Facebook

Il progetto che prevede il pagamento di un abbonamento per leggere le notizie su Facebook come si utilizza fare per alcune testate giornalistiche, sembra ormai a buon punto e la discussione in seno ai vertici dell’azienda fondata da Mark Zuckerberg verte più su quali testate e contenuti inserire in questo sistema, tanto che le indiscrezioni parlano del lancio di questo servizio già dalla fine di quest’anno sull’app di Facebook.

Sono tre al momento i cardini su cui ruota la riflessione di Facebook sullo sviluppo di questo servizio. Innanzitutto i guadagni: con quali percentuali o formule si devono dividere gli introiti degli abbonamenti? Quando a Facebook e quanto all’editore che ha pubblicato la notizia? Secondo: cosa far pagare? Tutte le notizie o solo alcune, come capita per alcune testate (anche italiane), magari dopo un primo bonus di contenuti gratuiti? Infine c’è la questione di quali contenuti inserire negli abbonamenti: tutti o solamente quelli con Instant Articles?

Il mondo del giornalismo e le notizie su Facebook

Quella delle news sembra uno dei settori sui quali Facebook stia lavorando più alacremente e con innovazioni e cambiamenti più immediati. Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un grande impegno sulla veridicità delle notizie su Facebook e la nota lotta alle cosiddette fake news. E poi c’è il motivo principe di ogni novità social: il guadagno. Da una parte gli editori che dimostrano, dati alla mano, che molti dei loro guadagni dipendono sempre di più dagli abbonamenti digitali; dall’altra i gestori dei social, in questo caso Facebook, che dal traffico sulla propria piattaforma e dalle interazioni basa buona parte dei propri profitti. Sembra essere vantaggioso per tutti, bisognerà solo capire in che proporzioni e quanto ne beneficeranno gli utenti e il sistema dell’informazione.

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