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WhatsApp

Sono in molti che nelle ultime ore hanno ricevuto un messaggio “di” WhatsApp nel quale viene segnalato che il proprio account è scaduto e la registrazione va rinnovata entro le successive 24 ore per non perdere i dati, al costo di soli 0.99€ seguendo un link presente nel corpo del messaggio. Ovviamente, a scanso di equivoci, si tratta di una truffa.

La truffa dell’abbonamento di WhatsApp

Questo il testo del messaggio: “Attenzione! Il tuo account WhatsApp Messenger è scaduto. La registrazione non e stata rinnovata scade entro 24 ore, per rinnovare il tuo WhatsApp Messenger 0.99 euro, grazie a seguire il link di rinnovo Verifica >>. Rinnova il tuo Whatsapp Messenger. Si prega di rinnovare il più presto possibile per evitare la perdita di tutti i media (immagini, video, storico …).” Con annessa firma, presunta, con il nome dell’azienda proprietaria della nota applicazione di messaggistica istantanea.

In realtà già da qualche anno l’abbonamento non esiste più in quanto è stato reso gratuito per tutti. Ovviamente seguendo il link presente nel messaggio, oltre a rimetterci i soldi (per quanto possano essere pochi) vengono rubati anche i dati della propria carta, con tutte le conseguenze del caso.

WhatsApp e le catene di Sant’Antonio

Non è il primo, e probabilmente nemmeno l’ultimo, caso delle celebri catene di Sant’Antonio. Fenomeno nato decenni fa, prima ancora che la moderna tecnologia facesse capolino, e che ha trovato in essa solamente un nuovo canale molto efficace. Da anni circolano messaggi di questo tipo con pallini che da neri dovrebbero diventare blu (e viceversa) e tanti altri sistemi (a volte anche sfruttando e strumentalizzando tragedie reali e più importanti).

Non c’è mai niente di vero. Oltretutto, se si legge bene il testo del messaggio, qui come in altri casi, sono pieni di errori grammaticali, anche banali. Questi fenomeni possono facilmente circolare, così come altri di virus che recentemente hanno sconvolto mezzo mondo, per una certa ignoranza digitale (e probabilmente non solo) di tanti utenti che utilizzano il web e le risorse ad esso connesso.

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