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rischio per la privacy

Uno degli elementi più preoccupanti del web è il rischio per la privacy. È un fenomeno in continua crescita ed evoluzione; sono infatti sempre maggiori i casi di furti di password e dati sensibili e, cosa più preoccupante, quelli che arrivano da app e servizi dai quali ci si aspetterebbe più sicurezza.

Il rischio per la privacy delle app nel Google PlayStore

Stando a quanto riferisce uno studio sulla privacy compiuto da un gruppo di ricercatori su una piattaforma, Lumen Privacy Monitor, creata appositamente per queste verifiche, il rischio per la privacy presente nel Google PlayStore raggiunge livelli impressionanti: oltre il 70% delle app presenti riescono a violare la sicurezza e a ottenere dati sensibili degli utenti. L’analisi è stata effettuata su un campione di oltre cinquemila applicazioni e servizi con la collaborazione di circa 1600 persone.

Valutazioni sul rischio per la privacy

Quanto emerge da questa analisi sul rischio per la privacy, la metà delle app e dei servizi nocivi riesce a recuperare informazioni sull’utilizzo della rete internet della persona coinvolta, mentre l’altra metà utilizzerebbe i dati degli utenti per analisi di mercato e per offrire informazioni ad altri servizi.

La notizia ha dell’incredibile, specie se si considera che l’ambiente del Play Store di Google dovrebbe essere, e lo è nell’immaginario collettivo, un posto affidabile dove scaricare le app, a differenza di altre soluzioni meno garantite. Eppure in queste settimane sono diverse le notizie che sistematicamente sollevano il tappeto sulla fragilità dei sistemi di sicurezza e su come questo non corrisponda con quanto dichiarato ripetutamente dal team di Google (e non solo) sull’affidabilità dei propri prodotti e servizi. A guardarsi intorno sembra non ci sia una piattaforma, un servizio o un marchio che sia esente da questi rischi, il che getta un’ombra inquietante sul meraviglioso mondo di internet.

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